Allora. Stiamo aspettando i risultati della sua biopsia così capiremo che tipo di tumore è il suo. Intanto le faccio delle domande di routine. Lei fuma?
No.
Sentiamo i polmoni, si tolga la maglia.
Ecco si giri.
Respiri. Respiri profondamente.
Scusi un attimo, il telefono.
Pronto, Amore! Come stai? Ti avevo detto di non chiamarmi sul lavoro. Sì che sono di turno. Hai voglia di me?
Io respiro profondamente mentre il dottore con un orecchio mi ausculta i polmoni e con l’altro orecchio ascolta la sua amante al telefono.
Sì, anch’io ho voglia. Come sei vestita? Uhmmm. Come piace a me.
Passa ad auscultarmi l’altro polmone.
E sotto che cosa porti?
Mi fa l’occhiolino. Un occhiolino che significa: ci siamo capiti! Dico: tra noi uomini ci capiamo, non è vero?
E continua al telefono. Io verrei a scoparti anche stasera ma lo sai che ho la cena con i cugini di mia moglie e non posso mancare. Subito?! Come faccio subito? Sto lavorando. Ma certo che ho voglia.
Mi fa un altro occhiolino. Ci siamo capiti! Dico: tra noi uomini... e tu hai capito che io sono uno che sta sempre pronto, sempre in tiro.
Lo sai bene cosa mi piace farti zoccoletta mia. Sì, sì, che ti giro. Sì certo, ti sculaccio come fossi la mia cagnetta.
Si avvicina con il viso a me allontanando il telefono dalla
sua bocca. Respiri, mi dice sottovoce. Respiri piano e lentamente.
E io respiro. Piano e lentamente. Simulando un piccolo e malizioso orgasmo.
Mi fa un occhiolino. Un occhiolino di servizio. Tipo: bravo, così come respiri va bene.
Amore non insistere! Ora non posso e poi siamo lontani, devo andare a casa appena esco. In ospedale? Ma che dici? Hai parcheggiato in ospedale vicino alla mia auto.
Mi guarda.
Ha uno sguardo lesso tutto sudato.
Che devo fare?! Mi sussurra. Mi aspetta tutta pronta.
Io gli faccio un occhiolino in risposta per fargli capire che ho capito, ma è un po’ scoordinato, sembra che abbia qualcosa nell’occhio. Non credo abbia capito.
Tu sei matta!
Attacca il telefono e mi dice: Lei si rende conto la nostra vita a volte nelle mani di chi è?
Credo di sì. Dico io.
Tratto dal libro "Manca un minuto alla Luna" , SBC Edizioni.
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